Qual è la forma di questa città

ClientOffscapes
LocationBorgonuovo di Casalecchio
CategoryCartiera del Maglio
Year2010-2011

Il territorio è un palinsesto entro cui le diverse generazioni hanno impresso la propria storia attraverso molteplici scritture, correzioni, cancellazioni. Nel territorio di Offscapes gli edifici hanno una particolarità: sono sospesi tra memoria e dimenticanza.

Il territorio è un palinsesto entro cui le diverse generazioni hanno impresso la propria storia attraverso molteplici scritture, correzioni, cancellazioni. Nel territorio di Offscapes gli edifici hanno una particolarità: sono sospesi tra memoria e dimenticanza.

La memoria di una presenza fisica che persiste nello spazio; la dimenticanza di una trascuratezza dovuta all’abbandono. È un territorio senza genius loci, in cui la mancanza di un’idea per la sua rigenerazione lo configura come un aborto retroattivo dove non si fa che passare da un limbo all’altro. Forse, Offscapes è proprio questo: la rappresentazione di un limbo con “intorno la rovina di ogni cosa”.

The land is a programme within which various generations have imprinted their own history through multiple drafts, corrections, deletions. In the land of Offscapes the buildings have a particular characteristic: they are suspended between memory and forgetfulness. The memory of a physical presence persisting within space; the forgetting of a neglect through being abandoned. It is a land without genius loci, in which the lack of an idea for its regeneration makes it a retroactive abortion where it merely passes from one limbo to another. Perhaps, Offscapes is precisely this: the representation of a limbo “surrounded by the ruins of everything”.

Come nella geografia soprannaturale, anche qui, lo spazio è occupato da corpi costruiti, colpevolmente innocenti di essere stati immaginati, progettati, realizzati. E abbandonati. Il limbo nella traslazione territoriale è superficie in cui l’attività umana è assente, perché interrotta o perché non c’è mai stata. È suolo di passaggio, spazio senza nome, non luogo che sta in tutte quelle aree non ancora tenute a battesimo per una morte sopraggiunta all’improvviso. È, ancora, uno spazio intermedio tra tutte le potenzialità del passato rimaste inespresse e un futuro che potrebbe non arrivare mai. Gli edifici fuori-uso che occupano il limbo si trovano in uno stato di decomposizione senza morte il cui destino è nell’attesa senza speranza. Sono volumi senza identità la cui modificazione è legata agli agenti atmosferici che, con pacata lentezza, ne modellano la forma. Sono terreni incolti, abbandonati, aree apparentemente prive di una destinazione precisa che circondano la città, nella quale si infiltrano scavando nelle zone di incertezza che lasciano senza risposta la domanda di dove la città cominci e dove finisca.

As in supernatural geography, even here, space is occupied by constructed bodies, guiltily innocent of having been conceived, designed and built. And abandoned. This limbo in its earthly translation is a surface upon which human activity is absent, either discontinued or because there never was any. It is a terrain of transit, space without a name, a non-place in all these areas not yet baptised due to sudden death. It is, still, an intermediate space between all the potentialities of the past left unexpressed and a future which might never come. The broken buildings which occupy this limbo are in a state of decomposition without death whose destiny is to wait without hope. Volumes without identity whose modification is linked to atmospheric agents which, with calm slowness, model their shape. They are wastelands, abandoned; areas apparently without any planned purpose which encompass the city, into which they permeate, digging into the undefined areas which provide no answer to the question of where the city begins and where it ends.

 

 

 

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