La città è solo un franare

ClientOffscapes
LocationMontecatone
CategorySanatorio
Year2011

La città contemporanea è una necropoli di eventi che hanno perso qualsiasi funzione territoriale, dove il futuro dà l’impressione di essere un approdo cronologico verso il quale si procede inermi; giorno dopo giorno.

Quel futuro che l’architetto per secoli ha provato a costruire appare, ormai, un luogo temporale dove ogni previsione è un azzardo, ogni teoria un rischio, ogni idea di miglioramento un desiderio destinato a rimanere inespresso.

The modern city is a necropolis of events which have lost any local territorial function, and where the future gives one the impression of being a chronological “docking” towards which one passively proceeds; day by day. That future which the Architect has, for centuries, tried to build now appears as a point in time where every prediction is a gamble, every theory a risk, every idea of improvement a futile desire destined to remain unexpressed.

La città è solo uno stanco ricordo che ognuno declina come preferisce e racconta come vuole. È una parola che abita lo spazio dei vocabolari: poche righe per designare un oggetto vago e inafferrabile. È il sonoro di un termine che non ha più referente diretto in una realtà molteplice, precaria e contraddittoria. Inutile cercarla: più non c’è la città.

The city is only a tired memory which everyone declines however they like, expressing it as they wish. It is a word which inhabits the space of dictionaries: just a few lines to designate a vague and elusive object. It is the sound of a word which no longer has any direct point of reference in a multiple, precarious and contradictory reality. Pointless looking for it: the city is no longer there.

Il territorio è un raggruppamento di multiformi espressioni costruttive; di trame filamentose che si addensano ora in piccoli grumi edilizi, ora in estensioni senza fine. E senza finalità. La città degli uomini, un tempo un’enclave nel mondo non-umano, si estende ora alla totalità della natura terrena e ne usurpa il posto. Ovunque e in nessun luogo, è così che la città è diventata diaspora edilizia in assenza di figura urbana. Non c’è più rapporto fra struttura spaziale e contesto, topografia e identità territoriale, forma urbis e genius loci: “queste sono le nostre città, duramente concrete di cemento, asfalto e strade”.

The land is a collection of multiform constructional expressions; of filamentous textures which gather together forming small clumps of buildings, now sprawling without end. Aimlessly. The city of man, once an enclave in the non-human world, now extends to the limits of earthly nature usurping its place. Everywhere and nowhere, this is how the city has become a building diaspora with the absence of an urban identity. No longer is there a relationship between spatial structures and context, topography and local identity, forma urbis or genius loci: “these are our cities, a concrete hardness of cement, asphalt and roads”.

La radicale trasformazione è avvenuta con il passaggio della scala urbana da circoscritta a smisurata. Da tempo, ormai, le caratteristiche della città non sono più concentrazione e continuità ma dispersione e frammentazione.

This radical transformation took place when passing from the circumscribed urban scale to a boundless one. For some time now, the characteristics of the city are no longer concentration and continuity but dispersion and fragmentation.

Estensione ininterrotta verso territori senza orizzonte, la città è un agglomerato di sconosciuti che ha oltrepassato ogni limite ed è solo per convenzione che assume il nome del confine amministrativo in cui ricade. Non c’è soluzione di continuità: il fenomeno urbano è interminabile. Una constatazione che stenta a diventare patrimonio comune, nonostante la città vada verso un altro essere un’altra essenza e un giorno dimenticherà persino di chiamarsi città.

Continuous, uninterrupted sprawling towards lands without horizons, the city is a conglomerate of strangers which has gone beyond all limits and it is only by convention that it takes the name of the administrative boundaries within which it lies. There is no solution of continuity: the urban phenomenon is interminable. An observation which finds it hard to become common knowledge, even though the city is moving towards another way of being, another essence and will one day even forget it is called a city.

 

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